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MA DANTE, CENA PESANTE O VISIONE DIVINA?

  • 25 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

E cosa c’entra con il digital marketing


Il 25 marzo si celebra il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri e alla sua grande opera: la Divina Commedia.

Ogni anno, puntuale, torna la stessa domanda, detta ad alta voce o pensata:

“Ma come ha fatto Dante a scrivere una roba del genere?”


Un capolavoro senza KPI


Un viaggio ultraterreno, strutturato in tre atti, con una precisione quasi matematica, popolato da centinaia di personaggi, simboli e rimandi filosofici, morali e politici.

Un’opera che non risponde a nessun bisogno immediato, non semplifica, non “va dritta al punto”. Richiede tempo, attenzione, fatica.


Oggi sarebbe quasi un anti-progetto. Eppure, sette secoli dopo, siamo ancora qui a parlarne.

Dante non aveva strumenti, dati, benchmark. Non doveva ottimizzare nulla.

Aveva però un lusso raro: tempo mentale, tempo per costruire qualcosa che non deve funzionare subito.


Forse non è questione di ispirazione improvvisa o di genialità mistica.

Forse è questione di non dover rispondere a un obiettivo nel breve termine.


“Ma come ha fatto Dante a scrivere una roba del genere?”

L’ossessione della performance


Nel digital marketing, invece, viviamo immersi in un flusso continuo di azione e misurazione.

  • Contenuti da pubblicare

  • Campagne da far partire

  • Numeri da migliorare


Tutto è misurabile, tutto è urgente, tutto deve dimostrare valore rapidamente.

E va bene così: fa parte del gioco.

Il problema nasce quando questa logica diventa l’unica possibile.

Quando ogni idea deve giustificarsi prima ancora di esistere.

Quando smettiamo di chiederci “è interessante?” e ci limitiamo a domandarci “performerà?”


Le idee che fanno davvero la differenza, però, spesso non nascono così.

Nascono ai margini. Nei momenti in cui non stiamo cercando di ottimizzare nulla, quando lasciamo spazio a connessioni strane, inutili, apparentemente fuori contesto.

Un po’ come immaginare un viaggio nell’Inferno per parlare del presente.


Il lusso di pensare prima di produrre


Forse il punto non è rimpiangere un passato senza tecnologia.

E nemmeno celebrare la noia come se fosse una formula magica.

Il punto è ricordarsi che, anche nel digitale, servono spazi che non producono risultati immediati. Spazi in cui le idee possono essere solo idee, prima di diventare contenuti, campagne o numeri su un report.


Dante non stava cercando engagement.

Stava cercando un senso.

E forse è per questo che, ancora oggi, funziona.

 

 
 
 

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